Avvocato specializzato in concessioni amministrative e autorizzazioni

Le concessioni e autorizzazioni amministrative condizionano l’accesso a beni e attività: dall’occupazione di suolo pubblico alle attività produttive, dal demanio alle attività regolamentate. Dinieghi, revoche e decadenze incidono direttamente sull’attività economica: la tutela passa per il giudice amministrativo.

Pisanti Studio di Avvocati, avvocato per concessioni e autorizzazioni amministrative con sedi a Napoli, Roma e Milano, assiste imprese e privati nei procedimenti di rilascio e rinnovo e nell’impugnazione dei provvedimenti negativi.

Concessioni e autorizzazioni: la differenza

L’autorizzazione rimuove un limite all’esercizio di un diritto che il privato già possiede; la concessione attribuisce un diritto nuovo su beni o attività riservati al pubblico, come il demanio.

La distinzione incide su poteri dell’amministrazione, durata dei titoli e tutele del privato.

Dinieghi e silenzi

Il diniego deve essere motivato e preceduto dal preavviso di rigetto; è impugnabile davanti al TAR entro sessanta giorni.

Quando l’amministrazione non risponde, soccorrono il silenzio-assenso (art. 20, legge 241/1990), nei casi in cui opera, e gli strumenti contro il silenzio-inadempimento.

Revoche e decadenze

La revoca per sopravvenuti motivi di interesse pubblico e la decadenza per inadempimento del concessionario sono i provvedimenti che più incidono sui titoli in essere.

Entrambe incontrano limiti: motivazione, proporzionalità, contraddittorio e — per la revoca — l’indennizzo del privato. La loro violazione fonda l’impugnazione.

Concessioni e concorrenza

Per le concessioni su risorse scarse — demanio marittimo in testa — il diritto europeo impone procedure selettive: un terreno in rapida evoluzione normativa e giurisprudenziale.

Lo studio assiste sia i concessionari uscenti sia gli operatori interessati all’accesso, anche nelle procedure di gara connesse.

L’esperienza dello studio in materia di concessioni e autorizzazioni

Pisanti Studio di Avvocati assiste imprese, privati ed enti da oltre 25 anni. Nel 2026 lo studio è stato selezionato da Il Sole 24 Ore, dal Corriere della Sera e da MF-Milano Finanza; negli anni precedenti aveva già ricevuto i riconoscimenti del Corriere della Sera (2024 e 2025) e di MF Super Avvocati (2023 – 2025).

I professionisti dello studio sono abilitati al patrocinio davanti alle magistrature superiori, incluso il Consiglio di Stato. L’esperienza copre i settori più regolamentati: demanio, commercio, attività produttive e servizi.

La materia è seguita, presso lo studio, sotto la guida dell’Avv. Amedeo Pisanti.

Cos’è e quando serve un avvocato per concessioni e autorizzazioni

L’avvocato per le concessioni amministrative assiste imprese e privati nel rilascio, nel rinnovo e nella difesa dei titoli abilitativi all’attività, e nell’impugnazione di dinieghi, revoche e decadenze.

Il suo intervento è utile nel procedimento, per prevenire il diniego. Diventa necessario quando il provvedimento negativo arriva e i termini iniziano a decorrere.

Pisanti — studio legale per concessioni e autorizzazioni con sedi a Napoli, Roma e Milano — assiste i clienti in questa materia, all’interno della più ampia attività sui ricorsi al TAR.

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L’autorizzazione consente l’esercizio di un’attività che rientra già nella sfera del privato, rimuovendo un limite posto per il controllo pubblico. La concessione attribuisce invece al privato un diritto nuovo su beni o attività riservati all’amministrazione, come l’uso del demanio. Dalla qualificazione dipendono poteri dell’ente, durata del titolo e tutele disponibili.

Il diniego immotivato è illegittimo: la motivazione è un obbligo generale (art. 3, legge 241/1990) e la sua carenza è uno dei vizi più frequentemente accolti dal giudice amministrativo. Il provvedimento va impugnato davanti al TAR entro sessanta giorni, chiedendone l’annullamento ed eventualmente la sospensione cautelare se l’attività non può attendere.

Nei procedimenti a istanza di parte in cui la legge lo prevede (art. 20, legge 241/1990): decorso il termine senza che l’amministrazione provveda, l’istanza si intende accolta. Il silenzio-assenso non opera però nelle materie escluse — tra cui patrimonio culturale, ambiente e casi di interessi sensibili — dove il silenzio resta inadempimento, da contrastare con il rito apposito.

Sì. La revoca richiede sopravvenuti motivi di interesse pubblico, una motivazione adeguata e, quando incide su rapporti in corso, l’indennizzo del concessionario. Revoche generiche, sproporzionate o adottate senza contraddittorio sono annullabili dal TAR. Analoghi limiti valgono per la decadenza, che presuppone un inadempimento effettivo e contestato del concessionario.

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